
martedì 10 novembre 2026, ore 17.00–18.30
Biblioteca civica “Attilio Hortis”, Sala conferenze – via Madonna del Mare 13, Trieste
Le vicende delle spoglie di Francesco Petrarca, tra controversie storiche, indagini scientifiche e culto della memoria, sono al centro del volume Giallo Petrarca di Alberto Brambilla (Edifir 2026), che sarà presentato martedì 10 novembre, alle ore 17.00, nella Sala conferenze della Biblioteca civica Attilio Hortis, in via Madonna del Mare 13.
L’autore dialogherà con Alessandra Sirugo, coordinatrice della Sezione antica della biblioteca civica di Trieste e del Museo petrarchesco piccolomineo, e con Fulvio Senardi, studioso di storia e letteratura e presidente dell’Istituto giuliano di storia, cultura e documentazione di Trieste e Gorizia, ripercorrendo una vicenda che attraversa i secoli e che, nell’Italia dell’Ottocento, assume anche un particolare significato politico e culturale.
La questione assume un significato che va ben oltre il mistero della sepoltura. Il culto delle reliquie di Petrarca si lega, infatti, alla costruzione del mito del poeta come figura rappresentativa della cultura italiana e simbolo dell’unità nazionale. Le controversie attorno alla sua tomba diventano così una questione di interesse pubblico, nella quale si confrontano memoria collettiva, rivendicazioni identitarie e indagine scientifica.
Il libro ricostruisce le vicende delle reliquie petrarchesche custodite nel sepolcro di Arquà Petrarca, soffermandosi sulle ripetute aperture della tomba e sulle dispute relative all’autenticità dei resti. Al centro dell’indagine anche la sorprendente scoperta, emersa da analisi scientifiche recenti, che il cranio conservato nell’arca appartiene a una donna e non al poeta.
Attraverso documenti d’archivio, testimonianze ottocentesche e studi contemporanei, Brambilla ripercorre una vicenda nella quale si intrecciano ricerca storica, antropologia e devozione civile. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’ambiente universitario padovano e alle indagini condotte nel 1873 da Giovanni Canestrini, esponente dell’antropologia positivista, che esaminò i resti del poeta secondo gli orientamenti scientifici del tempo.
Alberto Brambilla, studioso di letteratura e cultura italiana tra Otto e Novecento, ha lavorato in università italiane e straniere ed è attualmente membro associato dell’Équipe Littérature et Culture Italiennes della Sorbona. Fa parte del Comitato scientifico per l’Edizione Nazionale delle opere di Carducci. Autore di numerose pubblicazioni dedicate alla storia letteraria e culturale italiana, si è occupato, tra gli altri temi, di irredentismo, letteratura giuliana, narrativa popolare e rapporti tra sport e letteratura.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
La presente iniziativa potrà essere oggetto di ripresa audio, video e fotografica per finalità di documentazione e comunicazione istituzionale.
Per informazioni:
Alessandra Sirugo
Comune di Trieste – Coordinatore Sistema Bibliotecario Giuliano
Biblioteca Civica “Attilio Hortis” – Coordinatore Sezione antica e Museo Petrarchesco Piccolomineo
alessandra.sirugo@comune.trieste.it